martedì 28 gennaio 2025

Nel vuoto per mano




Come sempre è qualcosa di doloroso, fastidioso a almeno amarognolo a riportarmi su queste pagine.

Riflettevo su come il 2024 si sia portato via troppo. Mi ha tolto capisaldi della mia serenità quotidiana, in qualche caso avrei potuto fare di più e in qualche altro caso non ho potuto fare proprio nulla e anche provarci non mi ha dato nessun senso di azione ma solo di impotenza.

Non siamo isole, ma questo nostro non essere isole ci consegna nelle mani altrui a volte e quel fantomatico motto di vita di quelli che ce la fanno che fa più o meno "volere è potere" si scontra inevitabilmente con quello che vogliono e possono gli altri.

Ho sempre pensato di capire bene gli altri ma il bisesto 2024 mi ha insegnato a suon di ceffoni che, evidentemente, non capisco quasi nulla. Oppure capisco ma valuto molto male le potenziali conseguenze.

Non siamo isole quindi mi concedo l'attenuante generica relativa al fatto che quello che capisco o le conseguenze che immagino possano essere anche dovute a quello che le altre non-isole intorno a me lasciano trasparire. Sono però, da sempre, una grande fan del prendersi le proprie responsabilità anche quando si tratta di rapporti. Pertanto, ok l'attenuante, ma il fallimento su tutta la linea resta e lo considero tutto mio.

In parte forse quasi ci tengo che sia un fallimento mio, questo mi da la sensazione di poter fare qualcosa per evitarne altri in futuro, di avere una lezione da imparare. La sto cercando tanto questa lezione o queste lezioni e faccio fatica a focalizzarle. Tornassi indietro cosa farei di diverso?

Non so rispondere.

Non ho risposte e me ne resto con una certa volumetria di vuoto che prima era pieno. Fa sorridere perché per un anno ho parlato con la mia psicologa di fare spazio e ora mi sembra di averne troppo. Sarà anche perché le cose a cui volevo togliere spazio o a cui volevo ridurre lo spazio disponibile erano totalmente altre rispetto a quelle che non ci sono più e che mi lasciano qui a guardare questo vuoto senza sapere bene cosa farci. Non è il vuoto che volevo.

Anche il vuoto ha delle caratteristiche di qualità, il vuoto che sento oggi è fatto di mancanze di persone che immaginavo con me fino alla fine dei miei giorni, pilastri portanti del resto della vita e parte integrante e importante di momenti cruciali del passato. Ma è fatto anche di amore puro e incondizionato che non c'è più, di due occhi felini verdi dentro i quali mi perdevo a fine giornata e che mi facevano sentire al sicuro. Questo vuoto è fatto di certezze professionali dissolte, è fatto dell'idea che avevo di me come professionista al servizio delle giuste cause che è stata sbriciolata per motivi poco chiari o per le parole di qualcuno che ben poco sa di me. Io che vivo di fatti, soprattutto da 20 anni a questa parte e che poco mi curo delle parole, non riesco ad elaborare che invece possano bastare delle parole per demolire i fatti e con loro anche un pezzetto della mia identità.

A chi mi ha chiesto come sto e ho risposto che per me il 2024 è stato un anno pesante senza trovare dall'altro lato compresione avrei voluto sapere o avere la voglia di spiegare questo vuoto. Non ho saputo o non ho avuto voglia. E questo alimenta ancora questo vuoto.

Citando un po' i Subsonica non mi resta che prendermi per mano o farmi prendere per mano per attraversare questo vuoto e capire che farne.



domenica 10 gennaio 2021

Dubito ergo Sum


Capitol Hill

Sono giorni particolari quelli che stiamo vivendo. Mi rendo conto che la verità ma anche la realtà sono materie da maneggiare con cura.

Ho sempre sposato il relativismo, mi sembra estremamente sensato, soprattutto quando non ci si confronta con realtà oggettive ma con opinioni e filosofie.

Siamo però di fronte ad alcune derive pericolose, forse lo siamo sempre stati e, semplicemente, il mio tentativo di non limitare la mia sfera sociale solo a persone strettamente affini a me, da un lato, mi ha aiutata nel tentativo di mantenere la mente aperta e a non fossilizzarmi sulle mie posizioni continuamente confermate e rinforzate da cerchie che condividono valori e opinioni con me e dall'altro lato mi ha dato visibilità di correnti di pensiero così distanti da me e dal mio modo di ragionare (non solo dalle mie idee ma proprio dai miei meccanismi di pensiero) da farmi dubitare non di tutto ma di molto, per poi farmi ri-approdare alle mie conclusioni ma terribilmente spaventata di cosa sia il mondo oggi.

Così mi sento: spaventata.

Non spaventata come ci si sente spaventati davanti a qualcuno che ti punta una pistola, non sento di correre quel tipo di pericolo contingente per cui si risolverà tutto in un hic et nunc.

Sono spaventata della follia, della disfunzionalità di pensiero e dell'incapacità di astrazione che permea il modo di rapportarsi al mondo di troppe persone.

Una delle cose che trovo più spaventose è che queste persone non sentono di dover mai mettere in dubbio le loro convinzioni, non c'è evidenza che possa scalfire o far vacillare le loro certezze. Io forse sono estrema a mio modo nel senso opposto, quasi mai nella vita ho avuto certezze così incrollabili, quindi probabilmente questo mi spaventa anche in quanto cosa assolutamente estranea a me, però io mi sentirei imprigionata se dovessi mantenere un ideale ad ogni costo anche negando l'evidenza.

Quindi, come dicevo, il pericolo non è qui ed ora, è un pericolo a medio termine. Mi piacerebbe dire a lungo termine ma mi rendo conto che c'è qualcosa di vorticoso e schizofrenico nel modo e nella velocità in cui si muovono le cose oggi e credo che questo valga anche per le correnti di pensiero.


Antefatto:

i pensieri di questo post nascono da alcuni fatti recenti. Il 6 gennaio 2020 il Congresso Americano si è riunito per ratificare l'elezione di Joe Biden a nuovo presidente degli Stati Uniti. In questa occasione una folla di presunti sostenitori di Trump, presidente uscente facente capo al partito Repubblicano, hanno assaltato Capitol Hill e fatto irruzione al Congresso, interrompendo i lavori e facendo scempio dell'edificio.

Trump avrebbe istigato i suoi sostenitori e solo debolmente cercato di spegnere la rivolta.

questi fatti hanno provocato una serie di esternazioni esplicite da parte dei membri del governo in carica con relative prese di distanza dalle posizioni del presidente Trump.

Ad alcune ore dai fatti di Capitol Hill hanno iniziato a circolare, nei circuiti dell'informazione alternativa americana, notizie circa il fatto che le persone che avevano assaltato Capitol Hill non fossero realmente sostenitori di Trump quanto membri dei movimenti Antifa e Black Lives Matter al fine di screditare Trump.

[C'è del retro-pensiero interessante in quest'ultima idea diffusa, perché questi movimenti, storicamente vicini ai Dem avrebbero dovuto interrompere la ratifica dell'elezione di un presidente Dem? Ci sono arrivata più tardi, all'inizio quasi mi veniva seriamente il dubbio che questa fosse una possibilità. I movimenti in quanto tali radicalizzano e agiscono di pancia, ma qui veramente ci vedo poca probabilità.]

Parlo di circuiti alternativi dell'informazione facendo riferimento ad alcuni movimenti dell'estrema destra americana. In particolare Q-anon. Ho approfondito le "idee" di questo movimento a partire dalle esternazioni (gravi e terrificanti) raccolte da alcuni conoscenti. 


sabato 4 luglio 2020

C'eravamo tanto amati


balena
Titolo: Sedicesimo
Sketch by Myself

Sono passati anni e ad un certo punto oggi ho sgranato gli occhi e mi sono ricordata di questo blog.
Non che abbia mai avuto un seguito particolarmente nutrito, fondamentalmente il mio miglior seguito sono io stessa. 

Sono tornata tra le sue pagine e ho ritrovato alcuni dei miei pensieri più accorati e interessanti di sempre che sono felice di aver riposto in un luogo ancora accessibile.

Incredibilmente ancora una volta è nei momenti difficili che trovo necessario e curativo mettere nero su bianco qualcosa. Forse non parlerò dei miei pensieri, però parlerò.

Lunedì mia sorella partirà per andare a lavorare in Sardegna per la stagione. Da un lato sono molto contenta per lei. La disoccupazione e la quarantena in casa con i miei l'hanno messa a durissima prova e un'occasione come questa, senza particolare pressione e in buona compagnia, sembra un'ottima soluzione.
Dall'altro lato questa volta sto soffrendo il distacco. Da quando siamo tornati a vivere vicino a loro è stata quasi sempre via e negli ultimi mesi mi ero abituata ad averla vicina e a poter contare su di lei e questa cosa mi mancherà molto.

Parliamo di qualche mese, non di una vita, ma in questo preciso momento sono cose che hanno un peso per me.

Bentrovati
sono la solita lagna

Effe

lunedì 19 giugno 2017



A volte (spesso) mi capita di pensare che qualcosa sia inquinato da qualcos'altro.
Mi spiego meglio.
Gli scambi di opinioni sono spesso inquinati da incapacità di astrazione del pensiero o di discernimento tra esperienza personale e regole universali, quando non addirittura da analfabetismo funzionale.
Le ricerche di lavoro sono inquinate da operatori del settore quali agenzie interinali che, per rapidità, pubblicano massivamente i loro annunci di lavoro senza inserire le informazioni minime che consentono di non perdere 5 minuti a leggere un annuncio per qualcosa per cui in realtà non siamo abbastanza qualificati o, al contrario, lo siamo troppo.
I rapporti umani sono inquinati da, be' i rapporti umani sono inquinati da tali e tante cose che non sono sicura di riuscire a sintetizzare la cosa. Sono inquinati dal fatto che si perde troppo facilmente di vista il fatto che un rapporto umano ha senso in sé e per sé e non ha bisogno di trovare altre ragioni d'essere.

Forse questo interesse per l'inquinamento delle cose è dovuto al fatto che ultimamente mi sento inquinata dalla testa ai piedi da cose sulle quali non ho controllo o, peggio, da cose sulle quali non ho saputo esercitare il giusto controllo per pigrizia o, peggio, per incapacità o, peggio del peggio, per mancanza di visione.

mercoledì 26 aprile 2017

Piove, madonna come piove...



Sottotitolo: not going anywhere.

La domanda della giornata è: "...quindi forse quella volta ho fatto la scelta sbagliata?"
Da ripetersi, opportunamente declinata, molteplici volte, perché a questo punto mi pare un'operazione d'obbligo per mantenere intatta almeno la mia onestà intellettuale che mi porta ad escludere categoricamente che si possa essere giunti alla situazione di oggi solo grazie ad un'unica decisione sbagliata.

Detto ciò, vorrei impormi di evitare inutili piagnistei che sento molto poco miei e vorrei ritirarmi in una silenziosa elaborazione del lutto odierno per ripropormi a voi e, in generale, al resto del mondo con un rinnovato ottimismo.

Però cazzo. E non aggiungo altro.

mercoledì 5 aprile 2017

Attese positive e attive


Come forse sarà ormai evidente in questo blog parlo principalmente di lavoro.
Non in senso stretto, non ho mai raccontato nemmeno cosa faccio, ma in senso ampio. Estrapolo quello che penso possa essere comune a chiunque si arrabatti in questo difficile mondo oggi in Italia.
Le keyword principali sono sempre insoddisfazione, attesa, frustrazione e altre poco meno negative parole delle quali di volta in volta dissemino i miei post.

Facciamo un piccola pausa e parentesi: non c'è stato solo del brutto nella mia ancor breve esperienza nel mondo del lavoro, anzi, su 5 anni di lavoro a tempo pieno post laurea, devo ammettere che almeno il 70% di questo tempo è stato un tempo sereno. La realtà è che io mi siedo e scrivo solo quando voglio lagnarmi di qualcosa, perché sotto la scorza da donnina in carriera (prendiamo con le pinze questa definizione) e da super woman, batte un cuore da frigna emotiva/iena rancorosa.
Per una volta vorrei però condividere uno stato d'animo diverso, sempre di attesa si tratta, ma è un'attesa diversa, piena di speranza e di ottimismo. Questo ad un livello tale di fermezza che non ho lasciato che nemmeno lo sciopero dei mezzi di trasporto che stamane mi ha costretta ad una passeggiata a passo svelto di circa 3 km, intaccasse questo ottimismo.

Non ho ragioni particolari per essere così speranzosa ma alla fine chi me lo fa fare di pensare negativo? perché son vivo, perché son vivo!

Convivenze



A volte mi fermo di fronte a delle parole e involontariamente mi ritrovo a fare lunghissimi ragionamenti sul loro significato, mentre il mondo intorno sembra fermarsi per lasciarmi il tempo da dedicare a queste elucubrazioni.
Oggi pensavo a convivere e quello che ha una connotazione positiva se riportata alla vita di coppia, assume invece tutt'altro significato se riportato a tutte quelle persone o cose che non scegliamo.

Io in realtà convivo, nel senso che tollero e sopporto più o meno bene, quasi tutto ciò che è altro da me, sia che io l'abbia scelto sia che mi sia capitato. Che, detto così, potrebbe farmi apparire una persona estremamente egocentrica. Però vorrei aggiungere che lo faccio davvero bene.

Quantomeno rispetto a molte altre persone che mi capita di osservare ed ascoltare, vivo nella precisa consapevolezza del fatto che niente e nessuno può essere esattamente come lo avrei disegnato io nel mio mondo ideale, ma questa non è una colpa, è solo un dato oggettivo da assumere come tale.

Siate pure altro da me senza remore, a volte sembro cattivissima ma sono solo stanca o assorta nei miei pensieri. Oppure dormite sonni tranquilli perché, quand'anche il vostro essere diversi da come vi avrei pensati io dovesse infastidirmi o indispettirmi davvero, poi risolverò da me questo conflitto e tornerò a voi piena d'affetto.

Un giorno poi vi racconto anche un ragionamento ben più interessante relativo al concetto di compromesso

Per ora si sappia che convivo anche nel senso bello del termine con una persona che più lontana da come descriverei la mia metà ideale non potrebbe essere ma che, nonostante questo, è la miglior persona possibile che io possa avere al mio fianco. Questo perché a sua volta convive con me in entrambi i sensi del termine. Forse alcuni giorni mi sopravvive addirittura e non perché io abbia l'insana abitudine di morire, ma perché rendo il suo giorno dopo così lontano da non fargli vedere l'orizzonte di oggi.

Per ora mi fermo qui.