Preghiere
Ultimamente ho pregato, con tutte le mie forze, con la stessa apertura di cuore di quando a undici anni ho detto 100 padre nostro perché mia cugina guarisse in tempo per venire a farmi da madrina alla cresima.
Poi un giorno ero al parco, avevo già qualche anno e qualche dubbio spirituale in più, si rideva e si scherzava e io ho ricevuto una telefonata che mi ha costretto a tornare a casa, lanciare qualche cosa in una valigia e andare ad una celebrazione come non ne avrei mai più volute vivere.
Poi ho imparato ad affrontare queste cose con uno spirito diverso, non senza sofferenza, ma con la consapevolezza che siamo esseri umani e che funzioniamo così.
Ma allora ricevere quella telefonata mi è sembrato il segnale per lasciar perdere con le preghiere.
Negli ultimi tempi ci ho riprovato e non per me stessa, ma per le persone che più amo al mondo e non perché ci fossero catastrofi in vista, ma perché vedere chi ami mettere l'anima in qualcosa e non raccogliere i risultati che merita ti porta ad appellarti a chi della giustizia nell'universo dovrebbe essere il tutore.
A volte il punto è che, quando non capisci, non vedi, non immagini il modo di intervenire su ciò che accade intorno a te, non ti resta altro che provare a credere che ci sia qualcuno la cui attenzione richiamare per vedere se il corso degli eventi può cambiare.
Sono stata cresciuta con l'insegnamento che l'impegno e la dedizione pagano e aprono le porte, sono cresciuta pensando di essere una persona in gamba che poteva ottenere ciò che voleva con il suo impegno.
Oggi mi ritrovo a scontrarmi col fatto che non posso essere l'unica fautrice del mio successo e a non riuscire ad abbandonare la convinzione che ce la farò.
E, sorpresa delle sorprese, questo fa sì che io non riesca a pregare per me stessa con lo stesso amore e la stessa piena speranza che metto nelle preghiere che ho dedicato ad altri.
Eppure per loro pare aver funzionato.
Dovrei cercare di provare lo stesso desiderio di giustizia per me stessa e affidarmi nelle mani di qualcuno in cui non ho ancora capito del tutto se credo o no.
Mi sento confusa, ma ben poco felice (cara la mia Carmen Consoli)
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